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Leao Meravigliao, batti un colpo. Ma sta a Pioli dargli una mano

Solo ritrovando il miglior Leao il Diavolo può venire fuori dalla crisi. Il tecnico potrebbe abbassare un po’ la squadra per dare più campo al portoghese e sfruttarlo al meglio

Stefano Pioli e Rafael Leao
Foto Spada/LaPresse 15 Aprile 2022 - Milano, Italia Sport, Calcio Milan vs Genoa - Campionato italiano di calcio Serie A TIM 2021/2022 - Stadio San Siro Nella foto: Rafael Leao (A.c. Milan); Stefano Pioli (A.c. Milan); Photo Spada/LaPresse April 15 , 2022 - Milan,Italy Sport, Soccer Milan vs Genoa - - Italian Serie A Football Championship 2021/2022 - San Siro Stadium In the photo: Rafael Leao (A.c. Milan); Stefano Pioli (A.c. Milan);

Mercato bloccato. Squadra in crisi. Leao sulla bocca di tutti. Ma il Milan è compatto. Lo ha dimostrato il presidente Paolo Scaroni, ieri in visita a Milanello, che ha espresso parole di sostegno e incoraggiamento al gruppo. Obiettivo: trasmettere fiducia ai giocatori. Ne hanno bisogno. Del resto il Diavolo è sempre lassù, al quinto posto in classifica con 38 punti, pari a Lazio e Atalanta, più avanti solo per differenza reti. Una posizione figlia di 11 vittorie, 5 pareggi e appena 4 sconfitte; 37 i gol fatti, 29 quelli subiti (9 dei quali nelle ultime due gare). Numeri più che dignitosi, visti così. Il problema è un altro. Perché tutti hanno negli occhi (e nella mente) l’ultimo mese dei rossoneri, le cadute fragorose di Coppa Italia, Supercoppa e soprattutto campionato.

Per venire fuori da questa crisi funesta e inattesa (perché parliamoci chiaro, prima della sosta Mondiale il Diavolo era la squadra più accreditata a lottare con il Napoli per lo scudetto) servono certezze. Serve ritrovare compattezza e qualità. Oltre che serenità. E tutto, al di là dei mancati rinforzi invernali e delle critiche che si possono muovere contro questo o quel giocatore/dirigente, passa probabilmente dai piedi di un solo uomo: Rafael Leao. Già, perché alla fine se è vero che è la testa a fare la differenza nel calcio (se lo dicono i giocatori, gli allenatori e i dirigenti ci sarà pur un fondo di verità) allora la chiave di volta per uscire dal tunnel è ritrovare Leao Meravigliao. Quello buono, devastante fino a inizio novembre, non il fratello scarso che ora calca San Siro. Non può essere tutta colpa del contratto pendente. Anche perché, stando al suo avvocato, Leao vuole solo il Milan. E allora che dimostri di meritarselo.

Leao: è una questione di testa, non di numeri

Non avete mica scoperto l’acqua calda, direte voi. Verissimo. Ma guardando nel dettaglio le statistiche del campionato si capisce ancora meglio quanto Leao sia determinante per le sorti del Milan. Di conseguenza quanto sia importante per Pioli trovare il modo di farlo tornare sui suoi livelli. Anche con una soluzione tattica diversa, se necessario. Il portoghese è primo per passaggi chiave (34), secondo per dribbling (78, oltre 6 a partita), terzo per assist (5) e per le opportunità da gol create per la squadra (29, le stesse di Kvaratskhelia), con un indice di pericolosità altissimo nell’1 vs 1 (91, solo Dybala e Kvara con 92 gli stanno sopra tra gli attaccanti). Ha persino un buon rapporto tra palle perse (21) e recuperate (48). Se a questo aggiungiamo che ad oggi è il capocannoniere del Milan con 8 reti (ma solo una nelle ultime 7 partite di gennaio) diventa evidente che le chance di vittoria del Milan passino in gran parte da lui.

Il problema di Leao, però, sta nella testa. Ad oggi l’attaccante classe ’99 non ha ancora la forza mentale per trascinare la squadra nei momenti più bui. E’ migliorato, perché non si estranea dal gioco e cerca il pallone, ma difficilmente gli riesce la giocata decisiva. Quella è prerogativa dei grandi campioni. E lui ancora non lo è, a quanto pare. In questo potrebbe giocare un ruolo importante il ritorno di Zlatan Ibrahimovic, che ha puntato la gara con il Torino del 10 febbraio per il suo rientro. La sua capacità di fare da parafulmine per i più o meno giovani, di trasmettere forza e serenità, potrebbe permettere anche a Leao di tornare Meravigliao. A quel punto tutto farebbe meno paura. Anche il Tottenham, prossimo avversario di Champions League, a metà febbraio.

Lo spartito tattico: difesa più bassa, più spazio per Leao

In attesa di Ibra, però, Pioli qualcosa può fare per ridare linfa vitale al suo Milan. E a Leao. Lo avevamo già affermato in un precedente articolo, lo ribadiamo anche oggi. Abbassare il baricentro della squadra di 10 metri potrebbe essere la soluzione. Un po’ come fece Conte con l’Inter dello scudetto: rinunciò a imporre il proprio gioco per aspettare di più l’avversario e dare campo da attaccare a Lukaku, che infatti si rivelò decisivo. Leao, devastante in progressione, potrebbe giovare di tale soluzione tattica. E con meno profondità alle spalle, anche la linea a 4 di difesa sarebbe un po’ più tranquilla. Detta così suona facile, ma non lo è. Vedremo domenica nel derby se Pioli è d’accordo con noi.

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